"Le nostre armi contro il razzismo non sono le parole, ma i fatti.
Mischiamo persone di diverse culture. Coinvolgiamo squadre che vengono da lontano, o che hanno fatto un lungo viaggio. Dialoghiamo con il linguaggio dello sport. 
Molte squadre sono le squadre formate da migranti accolti in strutture d'accoglienza o gruppo di persone provenienti da Germania, Inghilterra, Francia, Polonia, Danimarca, Austria e persino dal Sud America"